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Il mio allievo sordo durante l'intervallo...

October 25, 2017

 

 

Oggi vi parlo di allievi sordi e gioco in classe durante il momento dell'intervallo.

 

LISten è nata con l’obiettivo di integrare sordi e udenti mediante attività ludiche, ricreative, formative. Di diffondere la LIS e far conoscere ciò che è la sordità.

In questi mesi abbiamo cercato di farlo attraverso le nostre attività e credo che ci stiamo riuscendo abbastanza bene.

 

Da qui l’esigenza di aprire un nuovo spazio. Uno spazio free, per tutti, in cui tutti possano leggere, in cui fornire consigli e punti di vista su temi sociali ed educativi.

E’ vero, è attivo in LISten uno sportello di consulenza socio- familiare gestito da Erica, assistente sociale, mediatrice familiare ed assistente alla comunicazione specializzata in LIS, ma crediamo sia importante coinvolgere quante più persone possibili …

 

Perché arrivo a questo articolo?

 

Perché la sordità è caratterizzata dal silenzio… “Ma và”, direte voi… già, silenzio che non è solo il silenzio della disabilità uditiva, ma è un silenzio delle istituzioni, della sanità, del mondo scuola, dei media… di sordità non si parla (o lo si fa poco), di sordità si conosce poco, per i diritti delle persone sorde si lotta poco.

La sordità è invisibile, ti accorgi che una persona è sorda solo nel momento in cui entri in relazione con essa. Non la vedi da lontano. La sordità coglie impreparato l’interlocutore.

La sordità è invisibile anche agli occhi di molti professionisti dell’aiuto.

Ecco perché servono operatori specializzati e competenti.

Ecco perché abbiamo istituito lo sportello socio- familiare ma anche quello psicologico con la dott.ssa Zanettini.

Sia lo sportello di consulenza socio- familiare ed educativo che quello psicologico offrono ai soci LISten 2 incontri gratuiti.

 

Perché arrivo a tutto ciò?

 

Perché pochi giorni fa mi ha scritto un’insegnante di una scuola elementare. Una di quelle maestre come dovrebbero essercene tante.

E’ arrivata a scuola a settembre carica di aspettative felici, pronta a ricominciare da zero con una nuova prima elementare.  “Hai una gran bella classe quest’anno” le avevano detto… bambini nuovi, sempre una sorpresa, un mondo da scoprire. Tra loro Francesco.

 

Francesco!” lo chiama la maestra… ma lui non risponde. Non subito almeno.

 

Eh già, Francesco è sordo, e la maestra lo scopre al momento dell’appello. Nessuno si era preoccupato di informarla prima.

E’ una maestra sensibile e attenta lei, ma di sordità non sa nulla!

Ecco perché si rivolge allo sportello di ascolto e consulenza socio- familiare di LISten .

E’ preoccupata per la relazione di Francesco con il gruppo classe.

 

La maestra osserva che durante la ricreazione in cortile, per i bambini fare amicizia è un attimo. Giocano a nascondino, a fulmine, con le macchine o a qualsiasi altro gioco. Basta poco, poche parole, il riconoscersi per nome e incominciare attraverso regole implicite, condivise in parte o comunque esplicitate velocemente, come se fossero per tutti ovvie e scontate. 

Sembra tutto così naturale per i bambini, ma le risorse investite in questa fase sono incredibili e affatto banali.

 

Ma è un’operazione così scontata per tutti?

 

Per Francesco è tutto un po’ più complicato. La maestra lo osserva, lui è un bimbo spigliato e fa ciò che fanno gli altri. Gioca al meccanico con gli altri bambini. Osserva cosa fanno gli altri e per imitazione fa lo stesso.

Francesco con le protesi ha un buon recupero uditivo, ma persistono difficoltà a livello comunicativo e linguistico.

In un ambiente come la scuola attuale, così come strutturato, queste difficoltà vengono enfatizzate. Questo preoccupa l’insegnante.

Francesco nonostante la sua pronuncia difficoltosa, riesce a farsi capire, o forse sono i suoi compagni che incuranti delle difficoltà di Francesco, lo coinvolgono senza troppi problemi nei giohi. Ma è nell’esecuzione del gioco stesso che insorgono le difficoltà. Francesco non sempre capisce bene le regole dette e non dette, durante il gioco non sempre riesce a vedere bene in viso chi parla, quindi non comprende ciò che i compagni gli dicono, e questo genera scontri tra lui e gli amici.

Francesco si vergogna a chiedere di ripetere e inevitabilmente l’incomprensione genera il conflitto. Il ripetuto conflitto con i compagni sta iniziando a determinare  le prime prese in giro e i primi fastidi tra Francesco e i compagni.

 

Queste dinamiche relazionali preoccupano molto l’insegnante, che ci scrive chiedendo consiglio per strutturare attività ludiche e ricreative che possano fare da collante tra Francesco e i compagni.

 

Come può fare lei, come insegnante, ad aiutarlo a rendere più sereno questo momento del gioco durante la ricreazione?

 

Le ho consigliato di insegnare alla classe giochi strutturati, attività di gioco da tavola, magari riadattati alle esigenze di Francesco. E inoltre le ho suggerito  di essere lei a guidare quel momento, proporre lei situazioni di gioco protette e strutturate in modo tale da consentire a tutti di mettersi alla prova, ma anche di accertarsi che tutti i bambini, (e anche Francesco) abbiano ben compreso le regole.

Riadattando e modificando i giochi inoltre, nessuno sarà in posizione di vantaggio o svantaggio rispetto agli altri. Per tutti sarà un gioco nuovo con nuove regole da imparare.

 

Ho proposto a questa insegnante giochi adatti a Francesco, pensati partendo da lui e poi estesi all’intero gruppo classe (utilizzando magari il mimo e la comunicazione visivo- gestuale piuttosto che quella orale). Attività in cui tutti i bambini possano imparare le regole insieme e giocare congiuntamente, così da incrementare sicurezza all’interno del gruppo classe e di conseguenza, di riflesso, in Francesco. Attraverso l’attività ludica strutturata e su misura, esisterà un confronto alla pari, positivo, importante non solo per il bambino sordo, ma per l’intero gruppo.

 

Bastano pochi accorgimenti e l’occhio attento di una brava maestra per dare una svolta alla vita di qualcuno.

 

Grazie di averci scritto maestra Pina.

 

Che la tua sensibilità possa essere d’aiuto a tanti altri bambini grazie a questo articolo.

 

Scriveteci a listen.associazione@gmail.com per condividere i vostri dubbi o per avere informazioni rispetto a problematiche che state vivendo. Vi risponderemo nei prossimi articoli sul blog.

 

Per ulteriori informazioni seguici su facebook e sulla pagina servizi del sito. 

 

Erica

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